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AND SO IT IS / E COSI' E'

For some time now I have fallen into a state of pseudo immobility, it is as if my thoughts were moving in honey, slowly, but enveloped in a relaxing warmth, in a warm and languid light.

I often need to put them in this safe place, so as not to waste them or to let them mature. After the experience at Homo Faber, a year ago, and the awareness acquired on my work, this place has become like a cradle, a safe place , whereas before I was afraid of it.

I think this was mainly due to the fact that I felt my work was incompatible with the speed with which the world uses any type of medium, product, experience. There's no more room to breathe, it's like a machine gun of information, images and thoughts that run out in a moment, leaving almost no trace.

This system means that some people are able to adapt to this speed but others are not, always perceiving that feeling of falling behind, of wasting time and wasting precious opportunities; What could I have done if I had done something instead of letting time slip through my hands?

Slowly, however, I understood that it is not necessary for time to pass in vain, that for people like me these moments of silence and stillness are necessary to grow and develop new ideas and positive thoughts. This time of nothingness becomes fundamental and I think it is for most creative people or artists, art needs moments that almost never match the rhythm of the world.

By allowing myself these moments, without being afraid of them, I can now have greater awareness and a positive approach to my work, presenting it when it's ready without being in a hurry and therefore giving it the right value.

So I decided, with great emotion, to take myself back by the hand and move, even practically, I left Milan and lightened my job as a teacher for an open space lost in the hills, which will allow me a slow timing, I will start again create, to feed my imagination and my desire to make.


Da qualche tempo a questa parte sono come caduto in uno stato di pseudo immobilità, è come se i miei pensieri si muovessero nel miele, lenti, ma avvolti da un calore rilassante, da una luce calda e languida.

Mi capita spesso di aver bisogno di metterli in questo posto sicuro, per non sprecarli o per farli maturare, dopo l’esperienza ad Homo Faber e la consapevolezza acquisita sul mio lavoro, questo posto è diventato come una culla, un posto sicuro, mentre prima ne avevo paura.

Credo che questo fosse dovuto principalmente al fatto che percepivo incompatibile il mio lavoro con la velocità con cui il mondo fruisce di qualsiasi tipo di mezzo, prodotto, esperienza. Non c’è più spazio per respirare, è come una mitragliata di informazioni, immagini e pensieri che si esauriscono nel tempo di un attimo, quasi senza lasciare alcuna traccia.

Questo sistema fa si che alcune persone riescano ad adattarsi a questa velocità ma altre no, percependo sempre quella sensazione di rimanere indietro, di perdere tempo e sprecare occasioni preziose; che cosa avrei potuto fare se avessi fatto qualcosa invece di lasciarmi sfuggire il tempo tra le mani?

Piano piano però ho capito che non è necessario che il tempo passi inutilmente, che per le persone come me questi momenti di silenzio ed immobilità sono necessari per crescere e fare maturare nuove idee e pensieri positivi. Questo tempo del nulla diventa fondamentale e credo che lo sia per la maggior parte delle persone creative o per gli artisti, l’arte ha bisogno di momenti che quasi mai combaciano con il ritmo del mondo.

Concedendomi questi momenti, senza averne paura, ora posso avere una consapevolezza maggiore e un approccio positivo al mio lavoro, presentandolo quando è pronto, senza avere fretta e quindi concedendogli il giusto valore.

Così ho deciso, con molta emozione, di riprendere per mano me stesso e muovermi, anche praticamente, ho lasciato Milano e alleggerito il mio lavoro da insegnante per uno spazio aperto disperso sulle colline, che mi conceda uno scorrere del tempo lento, li ricomincerò a creare, ad alimentare la mia fantasia e la mia voglia di fare.





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