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  • francescoballestra

A NEW PATH/ UN NUOVO PERCORSO

Deciding to change path is difficult, because you have to put yourself in front of your limits, your failures and your weaknesses, you have to take a good look at yourself and come to terms with what you have done and who you have become.

You have to decide for yourself, for what you think can make you feel good, because you understand that in the end it is what you want.

However, I think that very often we are more inclined to judge and look at our path only on the basis of failures and fatigue, always tending to leave out a very important part, that is, the goals and successes.

We cannot fail to evaluate all that part of the path, because it is part of life, the system in which we live always pushes us to aim higher, not to be satisfied, to want more and more, but it is precisely after understanding this mechanism, I decided to stop and look at everything from another perspective.

So I looked back and realized that I had reached important goals, which perhaps due to an excess of humility or low self-esteem, I neglected and left to implode in the hope of achieving more.

During this moment of reflection I said "NO", I gave myself a nice pat on the back and I said to myself "BRAVO", it was the most satisfying moment of all, I have been looking for the approval of anyone I thought important for my career, sometimes I got it, most of the time not, but getting my approval was very important.

Now I think that the greatest success I have achieved was to be the first to give the right value to my art and what I do, I live to do this, I am also so much more and allowing myself to be happy is the greatest gift I can receive from myself.

Recently during an interview I was asked when I realized I had achieved success, maybe some time ago I would have dodged the answer by saying that I still did not feel I had achieved the so-called success, I answered instead like this "I don't know if I can compare it to success that you mean, but I realized that I had achieved my success when I decided to stop and understand what is best for me ".

Being a designer and / or artist requires commitment, effort, suffering, but it does not mean living in it perennially, you have to be objective at a certain point and ask yourself if you are also happy with the successes achieved, with those moments of emotion that they make. from fuel for our serenity.

I recently read a book that helped me a lot to look at my path from other perspectives, it is called "THE ARTIST AND HIS REALITY", a collection of writings by Mark Rothko, in the preface his son Christopher Rothko writes " According to Rothko, therefore, art aspires to a nobler goal than commentary and, if it is to be successful, it needs to aim at what is deeply human within us ”.


Decidere di cambiare percorso è difficile, perché devi metterti davanti ai tuoi limiti, ai tuoi fallimenti e alle tue debolezze, ti devi guardare bene a fondo e fare i conti con quello che hai fatto e con chi sei diventato.

Devi decidere per te, per quello che pensi possa farti stare bene, perché hai capito che in fondo è quello che vuoi.

Penso però che molto spesso siamo più portati a giudicare e guardare al nostro percorso solo in base ai fallimenti e alla fatica, tendendo sempre a tralasciare una parte importantissima, cioè i traguardi e i successi.

Non possiamo non valutare anche tutta quella parte di percorso, perché è parte di vita, il sistema in cui viviamo ci spinge sempre a mirare più in alto, a non accontentarci, a volere sempre di più, ma è proprio dopo aver compreso questo meccanismo, ho deciso di fermarmi e guardare il tutto da un’altra prospettiva.

Cosi ho guardato indietro e ho capito di aver raggiunto traguardi importanti, che forse per eccesso di umiltà o poca autostima, ho trascurato e ho lasciato implodere nella speranza di ottenere di più.

Durante questo momento di riflessione ho detto “NO”, mi sono dato una bella pacca sulla spalla e mi sono detto “BRAVO”, è stato il momento più appagante di tutti, ho cercato per anni l’approvazione di chiunque ritenessi importante per la mia carriera, a volte l’ho ottenuta, il più delle volte no, ma ottenere la mia di approvazione è stato importantissimo.

Ora penso che il successo più grande che ho ottenuto sia stato dare io per primo il giusto valore alla mia arte e a quello che faccio, vivo per fare questo, sono anche tanto altro e permettermi di essere felice è il regalo più grande che possa ricevere da me stesso.

Di recente durante un’ intervista mi è stato chiesto quando avessi capito di avere raggiunto il successo, forse tempo fa avrei schivato la risposta dicendo che ancora non mi sentivo di aver raggiunto il cosiddetto successo, ho risposto invece così “ non so se posso paragonarlo al successo che intendi tu, ma ho capito di aver raggiunto il mio successo nel momento in cui ho deciso di fermarmi e capire qual’è il meglio che fa per me”.

Fare il designer e/o l’artista richiede impegno, fatica, sofferenza, ma non vuol dire vivere perennemente in essa, bisogna essere obbiettivi ad un certo punto e chiedersi se si è felici anche dei successi raggiunti, di quei momenti di emozione che fanno da carburante per la nostra serenità.

Ho letto un libro, di recente, che mi ha aiutato molto a guardare al mio percorso sotto altre prospettive, si chiama “L’ARTISTA E LA SUA REALTA” , una raccolta di scritti di Mark Rothko, nella prefazione il figlio Christopher Rothko scrive “ Secondo Rothko, quindi, l’arte aspira a una meta più nobile del commento e, se vuole avere successo, ha bisogno di mirare a ciò che è profondamente umano dentro di noi”.


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